Proteggere i bambini nell’Italia che cambia

CISMAI1



Gli Stati generali sul maltrattamento all’infanzia in Italia, riunitisi a Torino in occasione del VI Congresso CISMAI, hanno ribadito l’importanza di alcuni principi e stilato un documento in 10 punti principali da porre all’attenzione delle istituzioni:

 1. Il maltrattamento sui bambini e sugli adolescenti è un problema sociale e di salute pubblica, che minaccia il benessere e la crescita di oltre 100 mila bambini italiani in carico ai servizi. La società e le istituzioni devono operare con responsabilità crescente per proteggere i bambini vittime della violenza e della trascuratezza e per prevenire il maltrattamento.
 2. La violenza sui bambini è tuttavia un fenomeno ancora largamente sommerso (i casi reali sono almeno 9 volte maggiori di quelli segnalati, secondo le stime prudenziali dell’OMS Europa). L’unico modo per tutelare i bambini con gravi disagi è rilevare e segnalare la violenza e la trascuratezza e per farlo sono necessarie la formazione e la collaborazione di tutti i professionisti che operano nel settore dell’infanzia e dell’adolescenza.
 3. L’Italia è stata più volte richiamata dall’ONU per l’assenza di un sistema adeguato di monitoraggio e di raccolta dati sul maltrattamento. Lo Stato deve impegnarsi con continuità e stabilità a creare un sistema nazionale di sorveglianza per rilevare il maltrattamento, valutare l’efficacia delle politiche, riformare le strategie di intervento.
 4. Il circolo vizioso dei tagli ai servizi per la prevenzione e protezione dei bambini maltrattati deve essere spezzato. Infatti, da un punto di vista economico, “più si tagliano i servizi all’infanzia, più crescono i costi sociali per lo Stato”. Parlamento, Governo, Regioni e Comuni devono tornare a investire contro il disagio dei bambini per favorire lo sviluppo civile, economico e sociale del Paese.
 5. È necessario sviluppare servizi per la prevenzione e l’intervento precoce della violenza sui bambini. Fin dalla nascita i bambini più esposti al rischio di maltrattamento devono essere accompagnati e seguiti a livello individualizzato per prevenire l’insorgere del maltrattamento: a partire dagli ospedali fino alla rete materno-infantile e ai pediatri di famiglia, ai nidi e alle scuole dell’infanzia, ai servizi territoriali, tutto il sistema di accompagnamento post-nascita deve agire con strumenti di prevenzione precoce del maltrattamento.
 6. Risulta altresì urgente rilanciare e implementare la formazione degli operatori che si occupano di maltrattamento e abuso, in particolare diffondere la cultura dell’approccio al trauma per favorire il suo riconoscimento e trattamento con strumenti basati sull’evidenza, secondo gli studi scientifici più accreditati. Nello stesso tempo occorre rinforzare le competenze per la presa in carico dei soggetti autori di violenza, nonché degli adulti gravemente disfunzionali rispetto all’esercizio della funzione genitoriale.
 7. Speciali provvedimenti di tutela da parte del Parlamento devono essere presi per la protezione dei bambini nelle separazioni conflittuali e per tradurre le Convenzioni internazionali (ONU, Strasburgo, Lanzarote, ecc.) in norme efficaci. Non basta un semplice recepimento, ma occorre sviluppare un apparato normativo che incardini i principi e i diritti nell’ordinamento italiano. Per questo chiediamo di lavorare per un Testo Unico sulle responsabilità e le tutele per l’Infanzia e l’Adolescenza sul modello del Children Act.
 8. L’abuso e lo sfruttamento sessuale colpiscono migliaia di bambini e di bambine nel nostro Paese, anche nelle forme che utilizzano Internet e i social network. È necessario migliorare il sistema giudiziario per evitare che i bambini già vittime di abusi possano subire ulteriori traumi a causa di procedimenti invasivi, coordinare gli interventi di tutela fra tutte le agenzie coinvolte e sviluppare interventi innovativi per la protezione e il trattamento delle vittime degli abusi on line.
 9. La violenza domestica sulle donne e la violenza assistita hanno un gravissimo impatto anche sui bambini: le due questioni non possono essere scisse. I programmi nazionali e regionali in questo campo devono coordinarsi in modo integrato per rispondere alle sfide di protezione.
10. Infine, sollecitiamo tutte le istituzioni che si occupano di minori (scuole, associazioni sportive, religiose e culturali, comunità, servizi sociali e sanitari) di dotarsi di adeguate Policy di protezione dei bambini rispetto ai codici di comportamento del proprio personale.