Un commento al convegno del Centro Studi, Roma, 3-4 dicembre 2010, liberamente ispirato
al romanzo “Q” di Luther Blissett
Valentina Albertini1

Una delle difficoltà più serie per il terapeuta è quella di interpretare un racconto. Evidenziando i fatti in linea con la sua ipotesi di lavoro, egli ne trascura altri potenzialmente più importanti e, proponendo letture di parte, mortifica la ricchezza dell’esperienza vissuta nelle situazioni interpersonali con cui si confronta. Scopo della rubrica “La pagina letteraria” è quello di fornire proposte di lettura e di riflessione intorno alla possibilità di un racconto esaustivo. Potere del poeta, dello scrittore e dell’artista in genere è quello di costruire, con mezzi apparentemente semplici, una informazione efficace sulle situazioni interpersonali considerate nella loro complessità. Dovere del ricercatore è quello di partire da descrizioni di questo genere, per separare con precisione l’informazione sui fatti dalla teoria che li interpreta.


One of the most difficult tasks for the therapist is to relate his case-story. Stressing facts in line with his working hypothesis, he overlooks other ones potentially more important. By proposing only certain interpretations he damages the wealth of first hand experience coming from the interpersonal situation with which he is faced. The section devoted to the literary page aims to provide suggestions and meditations towards the possibility of an exhaustive report. The power of poets, writers and artists in general, apparently using simple tools, creates clear information on interpersonal situations seen in their complexity. The researcher, starting from such descriptions, has to separate precisely information on facts from the theory which explains them.


Una de las mayores dificultades encontradas por el terapeuta es la interpretación del relato. El terapeuta evidenciando solo los hechos que concuerdan con su hipótesis de trabajo, descuida otros potencialmente más importantes. Además proponiendo interpretaciones parciales envilece la riqueza de la experiencia vivida en las situaciones interpersonales con las cuales se confronta. El objetivo de la sección “la página literaria”, es el dar sugerencias y puntos de reflexión sobre cómo obtener en la medida de lo posible, un relato exhaustivo. Poetas, escritores y artistas en general tienen en sus manos el poder de construir con elementos aparentemente simples, una información eficaz sobre situaciones interpersonales observadas en su globalidad y complejidad, mientras que el investigador tiene el deber de basarse sobre las descripciones para separar con precisión los hechos de la teoría que los interpreta.

Lettera inviata a Bayer dalla Città Vaticana, indirizzata a Gianpietro Carafa, membro della consulta psichiatrica di Sua Santità Bassano X, datata 4 dicembre 2010.
All’illustrissimo e reverendissimo signore e padrone osservandissimo Giovanni Pietro Carafa, presso la consulta psichiatrica di Sua Santità Bassano X, in Bayer.
Illustrissimo e reverendissimo signore e padrone mio osservandissimo,
quale servitore di Vostra Signoria sono stato immensamente lusingato dalla magnanimità di cui Ella ha voluto farmi oggetto; poiché il servirLa è già per me un grande privilegio, l’esserle utile mi colma di vera gioia.
Ricevete questa mia dal termine del grande convegno dei gruppi definitisi “Cancriniani” che, come Ella sa, si è svolto nella Città Vaticana in questi giorni 3 e 4 del mese di dicembre 2010.
Quando Ella mi ha commissionato di seguire in segreto anonimato i lavori di codesto convegno, ho provveduto alla mia iscrizione in quanto attento partecipante e mi appresto a renderLa edotta su ciò che si muove all’interno  di questi gruppi assai poco ortodossi che intentano combattere ciò in cui noi riponiamo la nostra più alta fede e speranza, ovvero la psicofarmacologia medica.
Come Vostra Signoria sa, si aggira da anni in Europa lo spettro di codesta terapia psicologica detta “sistemico-relazionale”, filosofia assai pericolosa, che tende a far credere alle persone di essere in sé modificabili e di poter raggiungere una vita migliore, sovente senza ausilio di medicamento alcuno. Negli anni ’70 del secolo scorso giunse a Roma, come specializzando in psichiatria, tale  Luigi Cancrini, portatore di strane ideologie provenienti da varie terre di Europa e di America. Ad esso si associarono negli anni vari seguaci, di cui permettetemi di citare alcuni nomi come Onnis, Malagoli Togliatti, Manfrida, De Filippi, ed altri personaggi noti che abbracciarono l’eresia dell’assenza di medicamenti e si impegnarono a portare avanti questa riforma.
So che Vostra Signoria, nella Sua illuminata lungimiranza, da tempo prova a combattere codesto nemico, che trova a volte largo seguito fra la popolazione, e che l’invio della mia persona in Roma ha voluto essere un primo tentativo di seminare e fomentare discordia nella speranza di seguire i saggi insegnamenti dei maestri che da sempre ci raccomandano divide et impera.
Come Vostra Signoria mi aveva suggerito, ho riposto grande attenzione nel discorso di codesto Gianmarco Manfrida, che notizie volevano per natura tendente all’autonomia. Vi è infatti in Prato, nella terra di Toscana già famosa per seguire sopra ogni altra cosa il suono dei propri campanili ed essere storicamente poco incline ad ascoltare le campane vaticane, questa scuola diretta da Manfrida, che all’interno degli studi sistemici ha sviluppato una teoria di psicoterapia definita “narrativa”.
La scuola di Prato, come le altre scuole sparse per l’italica penisola, si è andata circondando negli anni di varie intelligenze, che hanno contribuito alla crescita delle attività e all’istruire giovani menti su questa eretica teoria.
Era nell’intervento di questo professore, che la Signoria Vostra poteva sperare di far leva per seminare il seme amaro della discordia e riuscire nell’intento di ridurre la minaccia oscura e gravissima che incombe sulle ditte farmaceutiche tutte.
Devo tristemente comunicare a Vossignoria che Manfrida si è dimostrato preferire gli scontri dottrinali piuttosto che quelli campali. Se da lui ci si aspettava dichiarazione di scisma dai gruppi cancriniani, tale come quel Martin Lutero che affisse nel 1517 in Wittenberg le 95 tesi sulle indulgenze costategli l’accusa di eresia e la scomunica, duole al mio cuore che sempre intende servirvi annunciare che Manfrida ha invece sostenuto l’opposto. Egli ha infatti confermato il suo credo e la sua adesione alla scuola cancriniana, con un discorso assai emotivo che ha sollevato l’animo dei suoi studenti presenti in sala, dichiarandosi aderente al modello di Cancrini e definendosi prosecutore del lavoro di indagine, ricerca e erudizione nella terra toscana.
Poiché so che Vostra Signoria suole aver care le particolari informazioni sulle cose importanti, nel tempo a venire continuerò a seguire con attenzione i dottori di questa scuola perigliosa e a riferire ogni cosa alla Signoria Vostra, nell’unica speranza di poterle essere ancora utile.

Bacio umilmente le mani di Vostra Signoria Illustrissima e Reverendissima.

Di Roma al 4 dicembre 2010
Il fedele osservatore di Vostra Signoria
Q.