TY  -  JOUR
AU  -  Romanello, Antonio
T1  -  La supervisione diretta in psicoterapia familiare 
sistemica: intersoggettività, autoriflessione, 
evoluzione nella terapia e nella formazione
PY  -  2012
Y1  -  2012-01-01
DO  -  10.1712/1134.12507
JO  -  Ecologia della Mente
JA  -  Eco Mente
VL  -  35
IS  -  1
SP  -  113
EP  -  121
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0394-1310
Y2  -  2026/06/04
UR  -  http://dx.doi.org/10.1712/1134.12507
N2  -  La supervisione diretta assume particolare rilevanza nell’insegnamento della psicoterapia anche alla luce dei recenti sviluppi della ricerca nel campo delle neuroscienze con la scoperta dei neuroni specchio e la formulazione del concetto di intersoggettività. L’intersoggettività è particolarmente importante sotto il profilo clinico, secondo Stern, perché su di essa si basa quella ricerca di equilibrio nel campo intersoggettivo che rappresenta il fondamento della relazione terapeutica. Nel contesto formativo identificato come fase della supervisione diretta, la regolazione del campo intersoggettivo tra paziente e allievo-terapeuta trova immediata corrispondenza con la regolazione del campo intersoggettivo tra quest’ultimo e didatta supervisore includendo, ad un altro livello, il gruppo di training. Con questa premessa, l’articolo evidenzia la stretta coerenza tra l’idea della psicoterapia, la pratica clinica e la formazione che si sviluppa nella Scuola: così come nella psicoterapia l’obiettivo che si persegue non è semplicemente quello di superare il sintomo ma costruire una visione della realtà che apre ad una nuova capacità di risolvere i problemi, nella formazione, l’obiettivo non è semplicemente quello di trasmettere una pratica, ma sintonizzarsi con il paziente per favorirne la crescita mentre si sviluppa la relazione terapeutica. L’impianto e l’evoluzione del processo clinico e formativo, nel corso della supervisione diretta, possono trovare una buona guida nella modalità messa a punto dalla sede Change di Bari. In proposito vengono illustrati procedure e strumenti mirati alla costruzione di un contesto che integri il livello clinico e quello formativo e ne regoli lo sviluppo attraverso l’attivarsi e l’approfondirsi dell’autoriflessione dell’allievo-terapeuta sull’esperienza clinica che va facendo e sulla dinamica relazionale alla quale partecipa con il didatta supervisore e il gruppo di training, a loro volta coinvolti in un processo circolare di riflessione sull’esperienza clinica e formativa che si va svolgendo.
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